Collettivo Kokoschka
Collettivi Studenteschi del
ITCS Erasmo da Rotterdam
e ITCS Primo Levi
di Bollate (MI)

Levi-Rotterdam: finalmente uniti per la NOSTRA scuola .

blog di informazione


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Quale futuro per la nostra scuola?

Siamo la promessa di un domani migliore: riprendiamoci la parola, riprendiamoci la scuola!

Anche i professori sono stufi della situazione.
l'unione fa la forza quindi: TENIAMOCI SEMPRE AGGIORNATI.
Il nemico non è dall'altra parte della cattedra.
Blog di informazione:
http://fb-itcserasmo.blogspot.it/

LIBERA I SAPERI PER LIBERARE TE STESSO.

GIORNATE DA RIMEMBRARE

Neanche la peggiore delle cosche
ha mai colpito
ragazzi con gli zaini pieni di libri
e la testa piena di sogni.
[Melissa Bassi siamo noi]
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IN COSTANTE AGGIORNAMENTO

----- IN COSTANTE AGGIORNAMENTO -----

PROTESTA A OLTRANZA CONTRO L'IGNORANZA

venerdì 30 novembre 2012

Le nostre lotte faranno Scuola!

5 DICEMBRE MANIFESTAZIONE REGIONALE STUDENTESCA.

IL NOSTRO FUTURO E' IN GIOCO.
NON LASCIAMOLI GIOCARE DA SOLI!




Vogliamo cambiare il Paese per non cambiar paese.

Non ci rassegnamo a vedere la precarietà come l'unica costante della nostra vita presente e futura.

Le nostre mobilitazioni si stanno dimostrando efficaci: e lo dimostra la battuta d'arresto che sta vivendo il pdl Aprea.

Ma è necessario insistere perché quella legge sia cancellata completamente, perché distrugge la democrazia nelle scuole. 


MA NON BASTA!

Richiediamo nuovi finanziamenti per la scuola pubblica, per la sua didattica e per l'edilizia scolastica.

E non solo perché si mettano le scuole a norma di sicurezza, ma anche perché ogni istituto sia a misura di studente, con gli spazi per fare assemblee e strutture adeguate all'attività didattica.

Sotto l'insegna della 'razionalizzazione' passa la frammentazione dei plessi e la riduzione del personale scolastico e amministrativo, un fatto, questo, che rende ancora più distante l'amministrazione scolastica dalle esigenze educative.

Servono scuole sempre aperte che siano luoghi di formazione e conoscenza diffusi; vogliamo la cancellazione del buono scuola affinché in Lombardia il diritto allo studio non sia un finanziamento alle scuole private camuffato ma il vero strumento di accesso alla formazione per tutti.

Siamo però anche consapevoli che non è sufficiente lottare per una scuola migliore, pubblica, laica e democratica, se non cerchiamo di cambiare la società tutta.


Noi sappiamo che domani, usciti da scuola ci troveremo a entrare in università sempre più simili ad aziende, più costose ed elitarie.

Sappiamo che ci hanno riservato un non-lavoro precario, un lavoro in nero, sottopagato, senza diritti.

Perciò sappiamo che DOBBIAMO ribellarci.


Così come il faranno il 5 dicembre anche gli operai della Fiom, anche noi scenderemo in piazza per un nuovo welfare, per un reddito di cittadinanza, per la difesa dei diritti e della dignità nel lavoro.

LE NOSTRE LOTTE FARANNO SCUOLA...

...LOTTIAMO PER UN FUTURO ALL'ALTEZZA DEI NOSTRI SOGNI!

giovedì 29 novembre 2012

Un piccolo passo per noi, un grande passo per la nostra scuola


Mercoledì 28 novembre 2012, per la prima volta, autogestione Levi-Rotterdam.
Finalmente uniti per la NOSTRA scuola.




Un grazie a tutte le persone che hanno partecipato costruttivamente e che hanno collaborato per rendere la nostra scuola un luogo di idee e di espressione. 




Il primo passo è stato fatto, in autogestione abbiamo creato materiale per la prossima protesta, abbiamo parlato di cosa sta succedendo, di cosa vogliamo.
Ci siamo stufati dell'immagine dello studente che non ha voglia di fare e che del suo futuro se ne frega.
Noi siamo STUDENTI, vogliamo una scuola che ci dia un futuro all'altezza dei nostri sogni, vogliamo avere un'istruzione che ci permetta di avere un lavoro e non lavorare per permetterci un'istruzione.




Ora dobbiamo pensare a muoverci all'esterno della nostra scuola, dobbiamo far sentire la nostra voce al di fuori!
Quindi chiediamo collaborazione da parte di tutti e un po' di pazienza e di fiducia.
Stiamo lavorando per voi, questa è una promessa! :)


Domani lezioni normalissime in attesa del prossimo evento! :)

Levi-Rotterdam: Stay Strong, Stay Tuned! :)










Leggi Articolo su "Il Giorno"

sabato 17 novembre 2012

17 novembre - Giornata Mondiale dei Diritti dello Studente

Cosa rappresenta il 17 novembre nella storia?

“Il 17 Novembre del 1939 gli occupanti nazisti uccisero 9 studenti all'Università di Praga e i loro insegnanti.
Il 17 Novembre del 1973 un carro armato abbatté il politecnico di Atene per reprimere la rivolta studentesca contro la dittatura militare.
Il 17 Novembre 1989 in Cecoslovacchia la commemorazione del '39 divenne l'inizio della rivolta contro il regime”

IL 17 NOVEMBRE 2012 PROTESTIAMO PERCHE' IL GOVERNO ITALIANO CI STA UCCIDENDO IL FUTURO!

venerdì 16 novembre 2012

Sono uno, nessuno e centomila. Ho mille facce, ma rappresento una sola condizione.


Sono uno studente del 2012.
La mia scuola è il liceo scientifico “Cremona”, è l’istituto tecnico “Torricelli”, è il professionale “Bertarelli”.
La mia scuola cade a pezzi e da anni mi dicono che non ci sono soldi per ristrutturarla.
Ogni anno però la mia famiglia spende centinaia di euro per permettermi di studiare, anche se non può permetterselo.
Se passasse la Legge 953, ex Aprea, verrebbe cancellata la rappresentanza studentesca e verrebbero aboliti i diritti democratici miei e dei miei compagni di scuola.
Scendo in piazza per bloccare questo progetto di legge e rivendico fondi straordinari per l’edilizia scolastica, una legge quadro nazionale per il diritto allo studio, più borse di studio, il diritto ad una mensa accessibile.



Sono una studentessa universitaria.
La mia università è a Roma, a Milano, a Cosenza.
Studio lettere, studio ingegneria, studio scienze.
Questi sono i luoghi nei quali io mi sento estranea.
Non so più a cosa serva la mia università, non avendo nessuna certezza per il futuro, sul lavoro che andrò a fare e nessuna sicurezza per il presente, perché studio in aule sovraffollate, con una didattica sempre peggiore a causa del blocco del turn over, pago tasse sempre più alte, mentre i servizi che ricevo sono sempre più scadenti.



Sono una studentessa e questa didattica non mi piace.
Voglio che nella mia scuola e nella mia università studiare non significhi solo apprendere velocemente nozioni.
Voglio che le aule siano luoghi di discussione e dibattito.
Voglio che i saperi siano liberi e non al servizio del mercato, della fondazione che finanzia la mia scuola e la mia università.
Voglio saperi che non discriminano, che parlino di donne e di uomini, di ambiente, di lavoro, che aprano la mente, non voglio saperi che indottrinano e che presentano visioni univoche e assolute delle realtà.



Sono uno studente escluso.
Uno di quelli che voleva studiare medicina, ingegneria, lingue.
Ma una stupida legge sul “numero chiuso” o le tasse troppo alte mi impediscono di avere il diritto di studiare ciò che voglio.
E’ per questo che voglio liberare il diritto di studiare, abbattendo le barriere dell’accesso all’ istruzione.



Sono una giovane come tante, ma non posso permettermi di accedere ai luoghi della cultura.
So che oggi la scuola e l’università non sono più gli unici luoghi dove apprendere, che si apprende anche al cinema, a teatro, in un museo o leggendo libri.
Ed è per questo che manifesto, perché voglio che l’accesso al sapere sia libero.



Sono uno studente indebitato.
Sono un idoneo non vincitore e per pagarmi gli studi ho chiesto un prestito.
Dovrò restituire i soldi che ho preso in prestito a tassi elevati non appena avrò un lavoro.
Sarò più ricattabile dei miei colleghi e delle mie colleghe, sarò due volte precario.
Per questo scendo in piazza, per un reddito per i soggetti in formazione che non mi obblighi ad indebitarmi per studiare.



Sono una studentessa fuori-sede, lavoratrice.
Lavoro in nero per pagare 300 euro per un posto letto in doppia, senza contratto; spesso lavoro nei fine settimana, a volte d’estate perché gli studi costano troppo e non voglio e non posso pesare sulle spalle della mia famiglia.
Manifesto perchè pretendo una vita dignitosa, un diritto all’abitare realmente garantito.



Sono un pendolare.
Per studiare sono costretto a spendere centinaia di euro l’anno per raggiungere la mia scuola o la mia università.
Nessuna legge tutela la mia condizione per garantirmi l’abbassamento del costo dei trasporti. E’ per questo che voglio manifestare.



Sono uno studente fuoricorso, ma non me ne vergogno.
Lavoro per studiare, prendo i miei tempi per apprendere e non credo che studiare sia una gara contro gli altri studenti, ma un mio percorso di crescita individuale, che non lede in nessun modo quello degli altri.
Scendo in piazza perché sono contro chi vuole alzare le tasse ai fuoricorso definendoli un costo sociale, riversando su di loro le cause dell'inefficienza del sistema universitario.



Sono uno studente omosessuale, una giovane migrante, una ragazza madre.
Sono discriminato/a per la mia storia, il mio orientamento sessuale e le mie passioni.
Vorrei che le scuole e le università fossero un luogo di incontro, in cui ognuno possa essere se stesso, arricchire e essere arricchiti dagli altri; un luogo dove costruire l’ uguaglianza di genere e per uscire da questa società patriarcale ed etero-normativa.



Sono uno studente di Taranto, Iglesias, Mirafiori. Mi hanno detto che per continuare ad avere lavoro sul mio territorio dovevamo sacrificare i diritti: quello al salario dignitoso, quello alla salute, quello alle pause.
Voglio che nella mia università si studino modelli alternativi di mobilità, e modelli per produrre acciaio o carbone garantendo diritti, lavoro e salute.
Il mio sapere è un’opportunità per il mio territorio, per questo lotterò per maggiori investimenti in ricerca e innovazione, per un lavoro dignitoso e la salute dei cittadini e delle cittadine e per il rispetto dell’ambiente.



Non sono uno studente ma desidero studiare con tutto me stesso.
Ho deciso di andare a fare l’apprendista per prendermi il diploma guadagnandomi da vivere.
Mi avevano detto che avrei imparato come a scuola, ma ho dovuto lavorare incessantemente.
E’ per questo che anche io manifesto, perché anche per me studiare sia un diritto.



Sono un neet, uno dei giovani tra i 15 e i 29 anni che “né studia e né lavora” , sono una disoccupata neolaureata e faccio parte del 36% di giovani italiani che non riesce a trovare un lavoro.
Ci chiamano “choosy” perchè non ci accontentiamo del lavoro, precario, sottopagato che ci propongono.
Ma spesso non troviamo nemmeno quello.
Qui in Italia docenti, ministri, amici mi dicono di andare all'estero per non dover continuare a pagare le conseguenze di questa crisi.

Eppure io voglio restare per cambiare questo paese, voglio riconquistare il mio presente per liberare il mio futuro tenuto in ostaggio dalla precarietà. Per questo lotto contro l’attacco ai diritti dei lavoratori, per un reddito, per l’articolo 18 e i miei diritti, i diritti dei miei genitori, dei miei fratelli.


Sono una studentessa italiana, sono uno studente greco, sono una studentessa spagnola, sono uno studente portoghese.
Per uscire dalla crisi il mio governo sta smantellando il welfare e i diritti: tagli ai fondi per le scuole, le università, la ricerca, tagli ai sussidi di disoccupazione ai miei genitori e la sanità alla mia famiglia.
Nonostante ciò la condizione di tutti è peggiorata e non siamo usciti dalla crisi.
La disoccupazione giovanile in Europa è aumentata al 22% .
Io sono una risorsa per l’Europa, per questo voglio che ciò che apprendo a scuola e all’ università sia un’opportunità per uscire dalla crisi.
Per questo anche io sarò in piazza nel mio paese, per lottare per il mio presente e per il mio futuro, insieme ai miei coetanei e le lavoratrici e i lavoratori europei.



Sono uno, nessuno e centomila. Ho mille facce, ma rappresento una sola condizione.


Per questo scendo in piazza in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia contro le politiche di austerity dell’Unione Europea, contro un’Europa senza democrazia e governata dai poteri forti.
Scendo in piazza perchè voglio costruire, insieme a chi si sta mobilitando negli altri paesi, un’idea d’Europa differente, inclusiva, giusta ed eguale. Un'Europa che metta al centro i saperi, il welfare, i diritti e il futuro delle persone.
E’ per questo che organizzo giornate di partecipazione e mobilitazione studentesca, per questo credo nel 17 novembre, la giornata Internazionale delle studentesse e degli studenti, e nel diritto allo studio.


Faccio questo perché cambiare la scuola e l’università, significa cambiare l’Europa e tutta la società.


Uno studente, una studentessa.

LEVI-ROTTERDAM RIPUDIA LA VIOLENZA

Duecentomila persone erano scese in strada contro la crisi economica per chiedere diritti e futuro, meno di un migliaio di teppisti hanno distrutto la città e il sacrosanto diritto di manifestare.

La violenza non è mai una risposta e distrugge invece che costruire. La violenza di mercoledì non ti deve demotivare. 


L'unico "fuoco" della democrazia sono la partecipazione e la non violenza!

giovedì 15 novembre 2012

LEVI-ROTTERDAM: Manifesta per un Futuro migliore!


Studenti di Bollate uniti per un Futuro migliore!


14 Novembre 2012: "Manifesta a oltranza contro l'ignoranza!"

Per la prima volta dopo anni i collettivi uniti Erasmo-Levi partecipano assieme alla manifestazione del 14 novembre in occasione dello sciopero Europeo. 



La manifestazione di ieri ha scosso l'opinione pubblica che, come da un po' di tempo a questa parte, riscopre che esistono gli studenti solo quando la polizia carica nelle piazze.
Questa volta però fermiamoci e riflettiamo.

Levi e Erasmo vogliono una manifestazione pacifica, vogliono far sentire la propria voce.


Tutti sanno che gli infiltrati violenti sono nati assieme alle manifestazioni di massa e da sempre il loro scopo è quello di far degenerare la situazione, creare lo scontro con le forze dell ordine, e far sì che il giorno dopo qualcuno possa dire "gli studenti devastano le città".

Stavolta però gli infiltrati hanno 16 anni e non si può dare la colpa solo alla loro attitudine alla violenza. Questo è solo l'ultimo segnale che i legami intergenerazionali si stiano sfaldando. Legami che si sfaldano quando la differenza di prospettive di benessere fra le generazioni precedenti e quelle successive assumono le dimensioni di un abisso e quando la scuola, che da sempre ha il ruolo di collante, non riesce nemmeno a dare l'impressione di poterle colmare.




Abbiamo un grande sogno in fondo al nostro cuore, veder liberare tutte le scuole, e se al governo ciò non accadrà tutta l'italia protesterà.


WE HAVE A DREAM!

lunedì 12 novembre 2012

MANIFESTARE MA PERCHE'?



Mercoledì 14 novembre --> MANIFESTA!!!


IL RITROVO E' ALLE 8.20 FUORI DAL LEVI O DALL'ERASMO.

LIBERIAMO IL SAPERE PER LIBERARE NOI STESSI!



MOBILITAZIONE STUDENTESCA NAZIONALE:
LA NOSTRA SCUOLA NON E' IN VENDITA!!!

Rivendichiamo una scuola PUBBLICA!

COSA VOGLIAMO? 

VOGLIAMO fermare la legge APREA 2 (clicca qui per saperne di più) che vuole vendere le nostre scuole ai privati ed eliminare ogni democrazia interna.

VOGLIAMO scuole dove noi studenti contiamo davvero. 

VOGLIAMO scuole sicure, non palazzi fatiscenti.

VOGLIAMO una Legge Quadro Nazionale sul Diritto allo Studio.

VOGLIAMO una scuola pubblica di qualità e totalmente gratuita.

VOGLIAMO una valutazione, non un voto. 

VOGLIAMO una scuola alla nostra altezza e la vogliamo subito. 

VOGLIAMO essere una forza propulsiva di cambiamento dal basso, partendo dalle scuole e dalle università, dai quartieri e dalle periferie.

NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI!!!

Il cambiamento PARTE DA NOI, dalla nostra capacità di RESISTERE e PROPORRE, di CONTESTARE e CREARE.
Scendiamo in piazza per ribadire a gran voce che SIAMO NOI LA FORZA PROPULSIVA DEL CAMBIAMENTO.

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Clicca Qui

LEGGE DI STABILITA' FINANZIARIA e LEGGE APREA.

COS'È LA LEGGE APREA?

Un insieme di norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche statali e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti.

CAPO I: AUTONOMIA STATUTARIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE STATALI.

Articolo 1: L'autonomia scolastica e le autonomie territoriali


“Ogni istituzione scolastica autonoma, che è parte del sistema nazionale di istruzione, concorre ad elevare il livello di competenza dei cittadini della Repubblica e costituisce per la comunità locale di riferimento un luogo aperto di cultura, di sviluppo e di crescita, di formazione alla cittadinanza e di apprendimento lungo tutto il corso della vita. “

“Gli organi di governo delle istituzioni scolastiche promuovono il patto educativo tra scuola, studenti, famiglia e comunità locale, valorizzando:


  • il diritto all'apprendimento e alla partecipazione degli alunni alla vita della scuola;
  • il dialogo costante tra la professionalità della funzione docente e la libertà e responsabilità delle scelte educative delle famiglie;
  • le azioni formative ed educative in rete nel territorio, quali piani formativi territoriali. “

Articolo 2: Organi delle istituzioni scolastiche:
"Gli organi delle istituzioni scolastiche sono organizzati sulla base del principio della distinzione tra funzioni di indirizzo, funzioni di gestione e funzioni tecniche secondo quanto previsto al presente articolo."

Articolo 3: Consiglio dell'Autonomia (Ex Consiglio di Istituto)

Il Consiglio dell' Autonomia dovrebbe sostituire il Consiglio di Istituto entro 90 giorni dall'approvazione della legge.
Ha mandato triennale e viene rinnovato entro il 30 settembre dell' anno di scadenza di mandato.
Che ruolo ha il Consiglio dell'Autonomia?
  • adotta lo statuto dell' isituto;
  • delibera il proprio regolamento;
  • adotta il POF elaborato dal Consiglio dei Docenti su proposta del Dirigente Scolastico;
  • approva il programma annuale e il bilancio pluriennale di previsione;
  • approva il conto consuntivo;
  • delibera il Regolamento d’Istituto;
  • designa il Nucleo di Autovalutazione su proposta del Dirigente Scolastico;
  • approva accordi e convenzioni con soggetti esterni e definisce la partecipazione ai (dei?) soggetti;
  • modifica con la maggioranza di ⅔ dei membri del Consiglio lo Statuto della scuola, comprese le modalità di elezione, sostituzione e designazione dei propri membri;
L'obiettivo è quello di sostituire il vecchio dirigente scolastico, con una figura che per definizione non si occupa di curare e coordinare una scuola, ma di farle fare profitti.
In questa figura, che prende il nome di Preside, si concentrano poteri in modo troppo centralista.



Articolo 4: Composizione del Consiglio dell'Autonomia.

Spetta solo a docenti e genitori una rappresentanza paritetica e non anche alle rappresentanze studentesche. Al posto di ampliare la partecipazione e il protagonismo di tutte le componenti della scuola, gli studenti vengono tenuti ancora una volta nell'angolo e non sono valorizzati.

Articolo 5: Il dirigente scolastico.

"Il dirigente scolastico ha la legale rappresentanza dell’istituzione e, sotto la propria responsabilità, gestisce le risorse umane, finanziarie e strumentali e risponde dei risultati del servizio agli organismi istituzionalmente e statutariamente competenti."

Articolo 6: Il consiglio dei docenti e le sue articolazioni

"L’attività didattica di ogni classe è programmata e attuata dai docenti che ne sono responsabili, nella piena responsabilità e libertà di docenza e nel quadro delle linee educative e culturali della scuola e delle indicazioni e standard nazionali per il curricolo."

Articolo 7: Partecipazione e diritti degli studenti e delle famiglie

"Le istituzioni scolastiche, nell’ambito dell’autonomia organizzativa e didattica riconosciuta dalla legge, valorizzano la partecipazione alle attività della scuola degli studenti e delle famiglie, di cui garantiscono l’esercizio dei diritti di riunione, di associazione e di rappresentanza."

Articolo 8: Nuclei di autovalutazione del funzionamento dell'istituto

Ciascuna scuola in raccordo con l’Invalsi costituisce il Nucleo di Autovalutazione del Funzionamento dell’Istituto.
Il Nucleo di Autovalutazione è composto da un minimo di 3 a un massimo di 7 membri di cui almeno un esterno e almeno un rappresentante delle famiglie (sia genitori che studenti?).

Il Nucleo di Autovalutazione, coinvolgendo tutte le componenti della scuola, redige annualmente un rapporto di autovalutazione sulla base dei criteri, degli indicatori nazionali e degli altri strumenti di rilevazione forniti dall’INVALSI.
Il rapporto è assunto come parametro di riferimento per la stesura del POF e del programma annuale delle attività.

Articolo 9: Conferenza di rendicontazione.

"Sulle materie devolute alla sua competenza e, in particolare, sulle procedure e gli esiti dell’autovalutazione di istituto, il consiglio dell’autonomia promuove annualmente una conferenza di rendicontazione, aperta a tutte le componenti scolastiche ed ai rappresentanti degli enti locali e delle realtà sociali, economiche e culturali del territorio ed invia una relazione all’Ufficio scolastico regionale."

Articolo 10: Costituzioni di Reti e Consorzi a sostegno dell'autonomia scolastica:
"Le Autonomie scolastiche possono altresì ricevere contributi da fondazioni finalizzati al sostegno economico della loro attività, per il raggiungimento degli obiettivi strategici indicati nel piano dell’offerta formativa e per l’innalzamento degli standard di competenza dei singoli studenti e della qualità complessiva dell’istituzione scolastica.

Contributi superiori a 5000 euro potranno provenire soltanto da enti che per legge o per statuto hanno l’obbligo di rendere pubblico il proprio bilancio."

CAPO II: RAPPRESENTANZA ISTITUZIONALE DELLE SCUOLE AUTONOME.

Articolo 11: Consiglio delle Autonomie Scolastiche.

"Il Consiglio Nazionale delle Autonomie Scolastiche è un organo di partecipazione e di corresponsabilità tra Stato, Regioni, Enti Locali ed Autonomie Scolastiche nel governo del sistema nazionale di istruzione. È altresì organo di tutela della libertà di insegnamento, della qualità della scuola italiana e di garanzia della piena attuazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche. In questa funzione esprime l’autonomia dell’intero sistema formativo a tutti i suoi livelli."

Articolo 12: Abrogazioni

Tra le abrogazioni previste da questa proposta di legge vi sono numerosi articoli del Testo Unico sulla scuola, all’interno del quale sono regolamentate grandissima parte dei diritti degli studenti, tra cui le norme sulla rappresentanza studentesca negli organi collegiali d’istituto, il diritto di assemblea su ogni livello di ogni istituto, i criteri di eleggibilità. Nonostante la proposta di legge dia un vago rimando a garanzie di diritti d’assemblea e rappresentanza per gli studenti, è esplicito l' intento di demandarne il funzionamento e la discrezionalità alle autonomie scolastiche attraverso i propri statuti e/o regolamenti. Pertanto ne risulterebbe un contesto frammentato e impoverito per quanto riguarda gli spazi di democrazia all’interno delle comunità scolastiche.

Articolo 13: Norma transitoria

"Fino alla completa attuazione del Titolo V della Costituzione l’Ufficio scolastico regionale esercita i compiti di organo competente di cui all’articolo 3, commi 5 e 6."


Articolo 14: Clausola di neutralità finanziaria

"Le amministrazioni competenti provvedono all’attuazione della presente legge nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica."